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Keishicho e Keishi ryu

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Keishicho e Keishi ryu

Messaggio  Raffaele il Lun 20 Lug - 16:22

Keishicho e Keishi ryu
Recentemente, discutendo via e-mail con un amico, era venuto fuori che forse il fortunato, in una prossima vacanza, sarebbe potuto andare in Giappone ad allenarsi presso il Keishicho.
Ammettendo a me stesso di conoscere poco o nulla del soggetto e incuriosito dalla cosa ho fatto una breve ricerca su internet dalla quale ho ricavato il seguente articoletto. Sempre sottolineando che non essendo in grado di parlare/leggere il giapponese, e che quindi ho raccolto solo informazioni di seconda mano passibili di errore, spero che comunque il risultato vi piaccia….

Il Keishicho è il dipartimento di polizia della prefettura di Tokyo, e, come tale gode storicamente di alcune peculiarità. Durante la restaurazione Meiji, la necessità di una forza di polizia in grado di assicurare l’ordine in città e di garantire la sicurezza della sede del governo portò alla creazione, nel 1874 di questa agenzia. Queste sue funzioni erano indicate anche dalla posizione della sua sede, un edificio di stile vittoriano costruito appositamente (distrutto durante il”grande terremoto del Kanto” del 1923) nelle immediate vicinanze del “Sakuradamon”, il cancello sud del palazzo imperiale (sembra che la posizione scelta fosse dovuta, oltre alla necessità di proteggere il palazzo del Mikado, anche dal fatto che in quel luogo un decennio prima era stato commesso un efferato assassinio, quindi costruirvi un edificio dedicato all’ordine era una rivendicazione di autorità da parte del governo). Occorre anche dire che i membri di questa forza di polizia erano quasi tutti ex-samurai di clan fedeli al governo, e che le armi in dotazione erano le classiche spade giapponesi e dei bastoni sfollagente (il Keishicho utilizzerà armi da fuoco solo a partire dalla rivolta del riso del 1918) e che il tutto aveva quindi una connotazione militare che portò alla creazione della divisione “Battodai” durante la guerra civile legata alla ribellione di Satsuma. Ironia della sorte, il padre della polizia giapponese, fù proprio un samurai del clan Satsuma, “Toshiyoshi Kawaji”. Questi nel 1872 fù incaricato dal governo giapponese di viaggiare per l’Europa per individuare il modello migliore di forza dell’ordine da esportare nel paese natio, individuato poi nel modello francese e tedesco (che pare si adattassero meglio grazie alla loro prominente centralizzazione). A titolo di curiosità, occorre segnalare che anche il primo codice penale Meiji, del 1880, si ispirava fortemente a quello francese, con l’aggiunta di parti di quello belga e italiano.
Su questo modello dunque nacque due anni dopo il Keishicho(1874). La ribellione dei samurai di Satsuma (1877) fornì un ottimo banco di prova per le neonate strutture militari e governative. L’esercito ribelle, in forte svantaggio numerico e tecnologico, riuscì comunque, prima di essere annientato,(i governativi ebbero circa 6000 morti e 10.000 feriti, mentre gli insorti circa 7000 morti e 11.000 feriti) ad infliggere perdite pari a quelle subite. In particolare sembra che i colpi di spada diagonali portati dai samurai di Satsuma, che praticavano il Jigen Ryu, fossero impressionanti a vedersi. Inoltre , nei vari scontri, ma in particola modo durante la battaglia di Taharazaka (Tabaruzaka), dove 15000 samurai affrontarono 90000 governativi (oltre a circa 1200 poliziotti) la divisione Battodai si comportò particolarmente bene. Impressionato da tutto questo nel 1879 Kawaji pubblicò le sue riflessioni in un saggio intitolato “Kendo Saiko-ron” (“la rinascita del Kendo”) dove riconosceva l’efficacia e il valore delle arti marziali tradizionali nella formazione e nell’allenamento degli uomini dedicati all’ordine pubblico. Nel gennaio dell’anno successivo (1880) fù così stabilito che tutti i cadetti dell’accademia di polizia fossero addestrati nel kenjutsu, e iniziò la ricerca di esperti spadaccini da impiegare come istruttori. Questi furono trovati principalmente nel circuito del Gekiken Kogyo (le gare dimostrative a pagamento inventate da Sakakibara Kenkichi che consentirono ai bushi di continuare a campare negli anni di occidentalizzazione selvaggia del Giappone) che perse le proprie “star” e morì così di “morte naturale”.
Il nuovo soggetto del kendo (kenjutsu e kendo erano al tempo sinonimi, le due parole indicheranno cose diverse solo dal dopoguerra) accoglieva quindi i migliore kenshi del paese, tuttavia un nuovo tipo di problema sorse, infatti tra decine di scuole e tradizioni quali metodi di insegnamento utilizzare, come confrontare tra loro bushi di koryu diversi? Questo fu il lavoro che il direttivo affrontò negli anni compresei tra il 1880 e il 1886. L’armonizzazione dei livelli dei vati koryu fu eseguita mediante l’introduzione di un sistema di valutazione comune per l’assegnamento dei gradi, espressi in kyu (anche con l’introduzione, nel 1917, del sistema kyu-dan, il Keishicho manterrà il suo sistema kyu, cedendo alla standardizzazione AJKF solo nel 1953). Per prendere l’essenza di ciascun koryu, i sei istruttori più esperti furono incaricati di studiare i vari waza selezionandone i più rappresentativi. Questo portò ad avere un curriculum di insegnamento suddiviso in cinque parti, una sezione di Iai (Tachi Iai, non dissimile da quello odierno sembra), 10 tecniche di spada lunga (note come Keishi Ryu Kitachi Kata), 5 tecniche di Batto, una serie di tecniche di Yawara (arma da tenere nel pugno di forma simile ad un manubrio pesistico) e di ju-jutsu/kempo ,e infine, delle tecniche di Torinawa (detta anche Hojōjutsu-arte di legare una persona con una corda). Le parte di ju-jutsu/kempo è ormai persa, così come la parte di yawara, il Batto e il Torinawa sembra siano tramandati fuori dal Keishicho, che invece pratica ancora oggi il Keishi Ryu, costituito dai seguenti kata (è indicata anche la scuola di provenienza):

Ipponme--Hasso--Jikishinkage Ryu
Nihonme--Henka--Kurama Ryu
Sanbonme--Hatten Giri--Tsutsumi Hozan Ryu
Yohonme--Maki Otoshi--Tatsumi Ryu
Gohonme--Gedan no tsuki--Hokushin Itto Ryu
Ropponme--Aun--Asayama Ichiden Ryu
Nanhonme--Ichi Ni no Tachi--Jigen Ryu
Hachihonme--Uchi otoshi--Shindo Muso Ryu
Kyuhonme--Haore--Yagyu Ryu
Juhonme--Kurai zume--Kyoshin Meichi Ryu

Diversamente dai kendo no kata (1933), i quali si prefiggono di insegnare tramite una sequenza di uccisione-ferimento-controllo il principio di non uccisione (la cui massima espressione è in Tachi no Kata #3 e Kodachi Kata #3), i Keishi Ryu kata mirano ad insegnare l’essenza del shinken shobu, ossia il duello con spade vere (inochigake no shinken shobu) praticando le più efficaci tecniche di spada esistenti. Si ricorda che i kata nascono dall’esperienza collettiva di spadaccini sopravissuti a numerosi shinken shobu, in questo senso sono quanto di più simile ad un vero duello ci sia.
Nel 1886 fu inaugurato il Yayoi Jinja (tempio scintoista del Keishi-cho dedicato ai caduti in servizio) e in questa occasione fu tenuta una dimostrazione commemorativa di arti marziali. Durante questa ultima, per onorare i compagni morti e per introdurne ufficialmente lo studio, furono eseguiti per la prima volta in pubblico i Keishi Ryu Kata.
Tra i capo istruttori di questa istituzione ci sono stati moltissimi mitici kendoka come Nakayama Hakudo (中山 博道), Saimura Goro (斎村 五郎).

Keishicho oggi
Il keishicho mantiene alcune delle sue peculiarità, alcune sue sezioni funzionano da controspionaggio civile e da criminalpol, un pò come Scotland Yard o la Suretee.
In Giappone i veicoli e le divise della polizia portano sopra indicati i kanji 警察庁, o keisatsuchou che sta per National Police Agency (NPA). Invece i poliziotti dell’area metropolitana di Tokyo portano la scritta 警視庁 o keishichou. La cosa è particolare, infatti in questo caso un dipartimento di polizia di prefettura ha una denominazione analoga ad una agenzia nazionale. La sua importanza ed eredità storica è uno dei motivi.
Per quanto riguarda il kendo, abbiamo visto che dalla sua nascita ad oggi, gli istruttori del keishicho si sono sempre posizionati tra i vertici mondiali della disciplina, e molti di loro hanno fortemente contribuito a determinare le impostazioni della AJKF nei vari periodi storici.
Occorre sottolineare che gli istruttori del Keishicho sono kendoka a tempo pieno, professionisti selezionati tra i migliori campioni universitari (come tutti gli istruttori della polizia del paese). Molti campioni dell’All Japan provengono da queste fila (e circa ¾ dalla polizia in generale). Allenarsi con loro è un grande privilegio quindi, un po’ come se un tennista occasionale si allenasse con un professionista del calibro di Agassì (per citare un nome noto a tutti Chiba sensei è attualmente uno dei capo istruttori del keishicho).
Allenarsi con loro non è comunque impossibile, poichè il loro allenamento è suddiviso in livelli. A quello più basso (la mattina) sono ammessi i normali “turisti” (sembra sia richiesto solo il 4° dan), per l’allenamento serale invece, che è il più importante, pare serva l’invito scritto di uno dei sensei anziani.


Ultima modifica di Raffaele il Lun 2 Nov - 0:14, modificato 1 volta
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Re: Keishicho e Keishi ryu

Messaggio  Raffaele il Gio 23 Lug - 7:48

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